INFORMATIVA SUI COOKIES                                                                               PRIVACY

                 

 

Casa Vacanze a Tenerife Sud , Isole Canarie, Spagna

     

 

    

 

CLICCATE QUI PER LA DISPONIBILITA'

Compilate il modulo e sarete contattati al più presto!

 

 

 ABOUT ABADES:    PRESS...

Clima - Canarie

Flag - Canary Islands

Map - Canary Islands

Adagiate sull'Atlantico, poco a nord del Tropico, a breve distanza dalle coste di Marocco e Sahara Occidentale, dove soffia una corrente marina fredda, e sottoposte al regime degli Alisei, venti costanti da nord-est, le sette isole Canarie (Tenerife, Fuerteventura, Gran Canaria, Lanzarote, La Palma, La Gomera, El Hierro), appartenenti alla Spagna, godono di un clima eccezionalmente mite.

Nelle località costiere le temperature medie di gennaio e febbraio si attestano intorno ai 17/18 °C (con minime intorno ai 15 e massime intorno ai 20/21), quelle di luglio, agosto e settembre intorno ai 23/24 (con minime intorno ai 20/21 e massime intorno ai 26/27). In pratica l'inverno assomiglia al mese di maggio a Palermo, l'estate al suo mese di settembre! Solo una città più grande come Santa Cruz de Tenerife raggiunge i 28/29 gradi nei mesi estivi (grazie al noto effetto detto isola di calore che si verifica all'interno delle città). 
Le oscillazioni sono contenute: le temperature si discostano di poco da questi valori medi. I record di temperatura, soprattutto quelli del freddo, mostrano quanto mite sia il clima in queste isole: in pianura le temperature minime invernali non scendono quasi mai sotto i 10 gradi. I picchi di caldo estivo sono invece di 37-38 gradi (anche 40 a Santa Cruz), che si verificano nei brevi periodi in cui soffiano i venti caldi (ma secchi) dal deserto del Sahara. In queste situazioni di caldo africano (detto calima), più frequenti in luglio e agosto, sulle isole più orientali l'aria si può riempire di polvere e sabbia, mentre su quelle occidentali regna un'insolita (per queste isole) e fastidiosa calma piatta. In pratica, quelli della calima sono gli unici momenti sgradevoli di questo clima per il resto così favorevole. 
 
Pur avendo in generale un ottimo clima, le Canarie non sono tutte uguali. 
Nelle isole dotate di alture come Tenerife o El Hierro, si registrano a seconda dei versanti e della quota microclimi più freschi e nuvolosi (nelle zone esposte agli alisei di nord-est, che salendo sui pendii si raffreddano e si condensano in nubi e a volte piogge), o più secchi e soleggiati (nelle zone riparate sottovento). A 600 metri di quota, all'aeroporto di San Cristobal de La Laguna (Tenerife nord), la temperatura media varia dai 12 gradi di gennaio ai 20 di agosto, quindi ci sono circa 5 gradi in meno rispetto alla calda e riparata Santa Cruz.

A 2400 metri di quota, all'osservatorio del Teide di Izaña, si passa dai 3/4 gradi di gennaio (con minime intorno allo zero), ai 17 di luglio (con massime intorno ai 22). Il vulcano Teide però arriva a 3700 metri (pertanto è la punta più elevata di tutta la Spagna e di tutto l'Oceano Atlantico), e durante l'inverno la sua cima si ricopre di neve. Ricordiamo che vulcani, seppur meno elevati, si trovano anche nelle isole di La Palma e Gran Canaria.
Le orientali Lanzarote e Fuerteventura, piatte e battute dai venti, sono il paradiso dei surfisti, mentre non sono particolarmente apprezzate da chi cerca, oltre all'abbronzatura e ai bagni in mare, città e luoghi interessanti da visitare. 

L'aliseo di nord-est è il vento dominante, ma presenta un andamento diurno simile a quello delle brezze di mare: è più intenso nelle ore più calde, e soffia spesso intorno ai 50 km/ora. L'aria fresca e ventilata può rendere piacevole le attività all'aria aperta e la ricerca dell'abbronzatura, ma va ricordato che il sole tropicale (siamo poco a nord del Tropico del Cancro) è molto forte e dunque si rischiano scottature senza le opportune precauzioni. Il periodo in cui il sole è più forte va da fine maggio a fine luglio. 

L'andamento delle precipitazioni è tipicamente mediterraneo, con un massimo invernale (ma anche un picco a novembre in molte zone, come accade del resto in alcune zone dell'Italia) e un minimo estivo, con precipitazioni praticamente assenti nei mesi più caldi. Ma la quantità e la frequenza delle precipitazioni varia molto a seconda dell'esposizione dei versanti, oltre che del crescere della quota, per cui vi sono zone semidesertiche (in genere quelle esposte a sud e a ovest, ma comunque in pianura le piogge annue sono poco abbondanti e non superano i 250 millimetri), e zone dalla piovosità moderata, simile a quella di regioni come la Sardegna o la Sicilia (in genere le zone esposte a est e a nord, ma soprattutto le parti più alte di questi versanti). 

Alle Canarie il soleggiamento è ottimo da maggio a settembre; nelle altre stagioni le giornate di sole sono frequenti, ma ogni tanto passa qualche sistema perturbato. 
 

Viaggi- quando andare 

Essendo il clima molto mite, le Canarie possono essere visitate tutto l'anno. Tuttavia in "inverno" si troveranno temperature da mezza stagione, sarà possibile qualche giornata nuvolosa, un po' di vento e qualche pioggia. Se i turisti nord-europei possono arrivare anche in questo periodo per fuggire dall'inverno nordico, e anche in pieno inverno vi sono belle giornate in cui si può prendere il sole, chi vuole fare vita da spiaggia apprezzerà maggiormente il periodo che va da maggio a metà ottobre, e in particolare il mese di giugno, temperato e soleggiato, anche se è settembre il mese in cui il mare è più caldo. 
A proposito della temperatura del mare, va ricordato che a causa della corrente fredda, grazie alla quale il clima è così mite, la temperatura dell'oceano non è molto elevata, e va dai 18 gradi di febbraio e marzo ai 23 di settembre.

 

http://www.climieviaggi.it/Clima/Canarie

 

 

-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------

 

The Best Five Naturist Beaches on Tenerife

With year round sunshine, quiet coves and long wide beaches, The Canary Island of Tenerife is the perfect location for travelers seeking all over suntans.

Posted by  | Last updated: Mar 25, 2013

 

East Tenerife – Los Abriguitos, Arico

Los Abriguitos isn't one of Tenerife's official nudist beaches, but as being 'au natural' in Spain isn't illegal, the 'official' tag usually just means most popular. It's located on a quiet area of the east coast and has pale golden sand and lovely aquamarine seas. There's a small modern housing development near the main beach where there are a couple of cafés and restaurants.

Sunbathers who want to strip off completely usually head to the cove beyond the main beach. There's an interesting deserted former lepers' colony behind the beach worth exploring when the sun gets too hot.

The downside to this beach is that the modern housing development near it is a bit of a blot on the landscape.

http://suite101.com/article/the-best-five-nudist-beaches-on-tenerife-a227028

------------------------------------------------------------------------------------------------------------

La ciudad fantasma

La leprosería de Arico, nunca utilizada para lo que fue construida, resiste el paso del tiempo en medio de la nada

Los que se acercan a Abades, en la costa tinerfeña de Arico, pueden observar un edificio coronado con una gran cruz. La gente de allí lo llama la ermita, pero muchos tinerfeños ignoran que detrás de esta construcción se encuentran muchas más, hasta un total de treinta y cuatro. Es una autentica ciudad abandonada, levantada con piedra tosca del sur cuyo color se confunde con el paisaje. Es la antigua leprosería de Arico y tiene, como casi todo en nuestra isla, una historia que contar.

Terminada la guerra civil, uno de los problemas sanitarios más graves de la sociedad tinerfeña de la época era la lepra, una enfermedad considerada maldita que sólo en Tenerife contabilizaba un total de 197 enfermos en ese momento. En aquellos tiempos se creía que la solución para este problema médico era el aislamiento de los afectados en lugares que tuvieran condiciones climáticas favorables y que estuvieran alejados de los principales núcleos de población para evitar el miedo de la gente al contagio.

Era la época de la posguerra y el régimen franquista impuso en Canarias un modelo económico autárquico dirigido por la autoridad militar a través del llamado Mando Económico. Esto supuso una militarización de la economía del Archipiélago, pues se creía en aquel momento que las islas podían verse implicadas en operaciones militares como consecuencia de la II Guerra Mundial. Este mando consideró de primera necesidad la construcción de la leprosería en la zona de Abades, que fue proyectada en 1941 por José Enrique Marrero Regalado, arquitecto nacido en Granadilla de Abona en 1897 y fallecido en 1956. Es autor de varias obras arquitectónicas de la isla como el edificio del Cabildo, el Mercado de Nuestra Señora de África, la Casa Cuna, el Cine Víctor y la Basílica de Nuestra Señora de la Candelaria. Fue también fiscal de Vivienda.

Los datos que manejamos los hemos obtenido del estudio de esta obra realizado por la investigadora Blanca Campos, titulado “La Leprosería de Tenerife. Principio y fin de un proyecto inacabado”, publicado en el nº 5 de la revista Sureste, que es el más exhaustivo de los existentes.

El proyecto inicial, que no se siguió con exactitud, contemplaba la existencia de varias secciones separadas para sanos y enfermos por sexos. La zona de los enfermos contaba con comedores, servicios, hospital, espacios de recreo y la parte destinada a residencia, donde se encontraban la iglesia y las escuelas.
Marrero Regalado desarrolló el proyecto en un estilo neo-canario de aspecto recargado y monumental, siempre dentro de los parámetros del estilo franquista de la arquitectura de posguerra. Llama la atención la enorme cruz de hormigón con la que coronó la iglesia, pero no hay que olvidar la enorme importancia que tiene en el primer franquismo el papel de la iglesia católica, que se expresó en la ideología del régimen que los historiadores denominan nacional-catolicismo.

 

Se iniciaron las obras y en la actualidad podemos contemplar los edificios, que presentan distintos grados de finalización. Hay algunas zonas acabadas, pero otras se quedaron solamente en estructura pues las obras se suspendieron debido a que en los años cuarenta aparecieron los primeros tratamientos contra la lepra, al tiempo que se empezó a considerar que los enfermos estarían en mejores condiciones en sus propios domicilios.

La gran obra de la leprosería de Arico nunca llegó a recibir ningún enfermo. Quedó abandonada y comenzó su lento deterioro. En los años sesenta se utilizó para llevar a cabo los campamentos de Falange que eran obligatorios en la época para todos los titulados de la Escuela de Magisterio, pero su utilización más conocida fue como acantonamiento militar para prácticas de tiro. Los militares se ubicaron en la parte más acabada, la que iba a ser destinada a los no enfermos, y todavía podemos ver los restos del circuito de alambradas que rodeaba su perímetro.

 

En el año 2002 el Ministerio de Defensa sacó a la venta los casi 900.000 metros cuadrados de terreno, que fueron adquiridos por el promotor italiano Alberto Giacomini por un precio aproximado de 17 millones de euros con el fin de construir un complejo turístico que incluiría dos campos de golf y casi tres mil camas hoteleras. El alcalde de Arico, Eladio Morales se felicitaba en aquel momento porque se produciría, en sus palabras “la ejecución de un importantísimo proyecto turístico que introducirá a nuestro municipio en la actividad y el desarrollo del turismo en la isla”. Sin embargo en 2003, el proceso sufre un duro revés, pues la ley de Moratoria Turística paraliza completamente el desarrollo del proyecto en el que el Ayuntamiento había invertido, también, un total de 6 millones de euros.

Desde entonces la fantasmagórica leprosería de Arico ha seguido su lento proceso de deterioro. En ella se han realizado en los últimos años rallies y fiestas rave, ha sido escenario para jugar a paintball, etc. Como detalle curioso diremos que en el año 2008 sirvió de marco para el rodaje de algunas escenas de la serie Plan América, entre ellas una que tuvo cierta fama, la de la voladura de una vaca por una mina.

Cada vez que pasen por la autopista del sur y vean, a la altura de Abades, la ermita con su gran cruz, recuerden que detrás se esconde una ciudad espectral cuyo silencio sólo rompe el sonido del viento.

  • Por Melchor Padilla (vecinoreportero) 

  • La Laguna, 16 Marzo, 2009, 16:09 

  • Crónica

-------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Abades sin leprosos y sin fantasmas

JUANCA ROMERO HASMEN | Santa Cruz de Tenerife

En la isla de Tenerife, concretamente en el municipio de Arico, se encuentra la zona costera denominada Abades, que a todos sonará por ser uno de los puntos de encuentros playeros y para la práctica de la pesca deportiva más populares de la isla. El icono arquitectónico del lugar es sin duda alguna una prominente edificación que sobresale del resto y que puede ser vista incluso desde otros puntos alejados de la zona. Esta construcción está coronada por una enorme cruz de piedra que deja a las claras el carácter religioso -es conocida como la ermita o iglesia-, y no está exenta de un fuerte halo de misterio y ocultismo.

Pero el extraño templo no está solo en ese valle; junto a él, un total de treinta y cuatro edificaciones realizadas con piedra tosca del sur -caracterizada por su color amarillento- conforman el que se conoce como el “valle de los leprosos”, ya que fue construido para acoger una leprosería en la década de los cuarenta del pasado siglo. Pero hagamos un breve recorrido histórico por el lugar antes de adentrarnos en otros aspectos menos transparentes. La lepra fue una importante enfermedad en toda Canarias y especialmente en Tenerife -con dos centenares de enfermos en esa época-. En 1941, el arquitecto Enrique Marrero Regalado proyecta la construcción de una población para los leprosos -sobre la colina de Abades- donde vivirían y serían tratados de la mortal y contagiosa enfermedad. Esta comunidad está presidida por una enorme iglesia de arquitectura franquista, al más puro estilo imperial coronada por una impresionante cruz de piedra. Lo que muchas personas no saben es que el proyecto fue abandonado antes de acabar su construcción debido a la llegada de nuevos medicamentos que permitieron curar de forma eficaz la enfermedad y radicarla.

Posteriormente fue convertido en zona militar para el entrenamiento de tropas -la vida quiso que yo estuviera allí, fusil en mano- y tras algunas décadas, fue desmilitarizada y vendida por 17 millones de euros a un promotor italiano – más 6 millones que invirtió el propio ayuntamiento de Arico- que proyectaba construir camas hoteleras y zonas para la práctica de golf. Este proyecto fue abortado a causa de la salida de la moratoria turística en las islas.

Y ahí están esas construcciones, cayendo poco a poco en la destructora maza de los años y sometida a todo tipo de prácticas más o menos lícitas. ¿Existe algún nexo de unión entre este sombrío lugar y lo misterioso o paranormal? Permítame que ponga sobre el papel algunas cuestiones en este sentido. El “valle de los leprosos” como otros muchos lugares abandonados, se ha convertido en el escenario perfecto para desarrollar insólitas historias y alguna que otra mentira convertida en paranoia.

No son pocos los grupos de investigación de lo insólito y curiosos buscadores de emociones fuertes, que acuden hasta el ventoso lugar para realizar grabaciones sonoras o en video, incluso para practicar Ouija y celebrar algún tipo de pseudo ritual, generalmente en el interior de la denostada iglesia de piedra, al socaire de ruidos e interferencias externas. Y es que según los planteamientos cercanos a la parapsicología, en ese lugar existe algún tipo de impregnación, lo que algunos denominan como ecos del pasado y que pueden ser recogidos por ejemplo, en una grabación psicofónica. Llama poderosamente la atención que haya personas que afirmen haber recogido en ese punto grabaciones en las que parece adivinarse algo así como “estoy enfermo” o incluso una que interpretan como “es lepra”. Curioso cuando menos -por no denominarlo como puro engaño-, teniendo en cuenta que en ese lugar jamás puso el pie ni un solo enfermo de lepra, cuando ni siquiera llegaron a terminar de construir las instalaciones. Parece ser que nadie ha informado a los supuestos difuntos o almas errantes de que allí el dolor y sufrimiento por esa enfermedad nunca se hizo presente. Y entre tanto circo y saltimbanquis de lo insólito toca trabajar. Porque no podemos negar que el lugar tiene interés por su propia historia y recorrido. Pero por seguir en el ámbito de lo extraño, habría que prestar especial atención a determinados grupos neo sectarios y ritualístico que pululan por esos terraplenes y celebran allí algunos de sus ceremoniales más o menos elaborados. En algunas de las construcciones, y especialmente en el gran templo, se pueden observar señales que avalan la presencia de estos grupúsculos, tanto en algunas de las pintadas que aparecen en paredes y suelos, como en los restos que dejan pistas de su presencia entre las piedras y alrededor de pequeños animales despedazados y dispuestos para el ritual. Analizando estas señales podemos concluir que se trata de ritos cercanos a la santería importada desde países del margen caribeño y algunos ritos que apuntan hacia prácticas iniciáticas vinculadas a las creencias trascendentales.

De cualquier modo no debemos olvidar que no es precisamente un lugar recomendable para su visita si tenemos en cuenta que durante muchos años fue zona militar para prácticas de tiro -aún recuerdo como hace muchos años ya, un sargento metió un tiro a un perro callejero que pasaba por allí- y aunque el ejército desmilitarizó el lugar, puedan quedar restos de metralla dispersa entre los matorrales y escombros. Además, y no lo olvidemos, se trata de una propiedad privada en la que si entramos estaremos cometiendo un delito de allanamiento.

El poblado abandonado de los leprosos en Abades, es uno de esos magnos monolitos amorfos de mal gusto que permanecen erguidos para recordarnos que cualquier tiempo pasado no siempre fue mejor.

http://www.diariodeavisos.com/2012/07/abades-sin-leprosos-y-sin-fantasmas/

-----------------------------------------------------------------------------------------------------------

ABADES, EL ENCANTO DEL MISTERIO EN TENERIFE

El pueblo de Abades posee una de las mejores playas salvajes que podemos visitar en Tenerife. Situada en el sur de la isla, en el municipio de Arico, es conocida por su singular belleza e historia.

El pueblo de Abades fue el lugar destinado, en 1943, para la construcción de un sanatorio y crematorio para leprosos, siendo este proyecto abandonado, sin acabar, con la llegada de los medicamentos. Desde la autopista se puede observar una ermita con una cruz en su techo, testigo mudo de cientos de entrenamientos militares, ya que los terrenos fueron utilizados por el ejército hasta su venta en la década de los 90 a un constructor privado, aunque la zona no es edificable.

Actualmente, Abades es un pueblo tranquilo de pocos habitantes, pero destino favorito de los turistas alemanes que buscan días de sol y playa. Igualmente, se ha convertido en un enclave privilegiado para el buceo, ya que sus profundas aguas son aptas para todos los niveles. Nos podemos encontrar todo tipo de vegetación y fauna marina, una singular belleza marítima que hace las delicias de todos los amantes del buceo.

Playa de Abades

Un lugar muy transitado por los buceadores aficionados o profesionales es la cueva de Abades, donde la presencia de fauna marina menos frecuentes en la costa, tales como barracudas, esponjas, meros, erizos, peces trompetas, etc., la hacen un sitio óptimo para la fotografía submarina, por ejemplo. También la Montaña y Bahía de Abades ofrecen interesantes atractivos oceánicos.

El acceso a Abades es fácil, ya que únicamente debemos tomar la Autopista del Sur, la TF-1, dirección Santa Cruz de Tenerife. Desde el aeropuerto del Sur,  el Reina Sofía, se tardan 12 minutos en coche. Y hablando del aeropuerto, éste fue el principal impulso del desarrollo económico y social del pueblo, ya que poco a poco empezaron a llegar turistas que catalogaron el lugar como el sitio idóneo para descansar tranquilamente, disfrutar de su belleza geológica y marina.

Respecto a las tradiciones, en pleno mes de Julio, cuando el calor es más intenso por el día y las temperaturas son perfectas por la noche, se festejan los actos en honor a La Virgen del Carmen. Obviamente, era de rigor que en este pueblo costero, de arraigado espíritu marino, tomara como patrona a esta virgen, tal y como lo hacen el resto de pueblos pesqueros de España.

Si tienen la oportunidad de visitar Abades, no se olviden de pasar por el proyecto del sanatorio para leprosos: una infraestructura que alberga más de 40 edificios a medio hacer, una auténtica ciudad fantasma, que ya se ha utilizado como plató para algunas importantes producciones cinematográficas en el archipiélago.

http://sobrecanarias.com/2009/11/12/abades-el-encanto-del-misterio-en-tenerife/

---------------------------------------------------------------------------------------------------------

 

 

...AND LINKS

 

   Temperatura, tempo prevalente, quando andare: http://www.climieviaggi.it/Clima/Canarie

http://www.climatestotravel.com/  

 

   Noticias sobre Abades (Tenerife)

http://es.wikipedia.org/wiki/Abades_(Tenerife)

http://www.guanches.org/enciclopedia/index.php?title=Abades_(Arico)

 

 

Welcome to iHoppers -- The island travel guide!

http://www.ihoppers.com/en/canary-islands/tenerife/abades

 

 

360GRAD interaktiven Panoramafotografien von Abades

http://www.teneriffa.panoshot.de/de/stadt-panorama/los-abades/

 

Private Holiday: https://www.private-holiday.de/

 

Tourist Paradise:  www.tourist-paradise.com

 

Holidays in Tenerife:   Ferien-auf-Teneriffa.net

 

Ferienhaus Canarias: ferienhaus-canarias.net